Altri articoli recenti

I Genitori hanno bisogno di informazioni corrette. La psicologa Alessandra Bortolotti in merito a una trasmissione con Tata Lucia.
Lettera alla Redazione di Mattino Cinque in merito alle consulenze di TATA LUCIA pubblicata da E se poi prende il vizio? il giorno martedì 20 settembre 2011 alle ore 10.49 Gentile Redazione di Mattino Cinque, ho due bambine di 7 e 3 anni e sono una psicologa perinatale, mi occupo cioè di tutto ciò che ruota intorno alla nascita, alla gravidanza, all’allattamento e all’accudimento dei bambini nel rispetto della fisiologia.
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Né scapaccione, né indifferenza...noi scegliamo l'amore
di Luce78
"Lo scapaccione? Meglio dell'indifferenza" è il titolo di un articolo apparso sul sito di Don Mazzi (leggibile a questo link) e sul n. 37 del settimanale "Famiglia Cristiana". Nell'articolo, Don Mazzi esprime la propria opinione in merito alla recente notizia apparsa sui rotocalchi in cui un consigliere comunale pugliese, in vacanza con la famiglia per una crociera nei fiordi, è stato arrestato perché pare abbia tirato un «ceffone» al figlio.  In particolare, i seguenti passaggi dell'editoriale di Don Mazzi hanno destato la nostra attenzione: "Rimproverare, alzare la voce, dare una tiratina di orecchi, allungare uno scappellotto sul sedere, credo sia la via più sbrigativa e semplice per smontare alcune manfrine dei nostri cicciobelli. Le piccole eccezioni (come l’urlata o lo scapaccione) servono solo per confermare regole già conosciute e atteggiamenti già discussi."
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Intervenire in difesa di un bambino in luogo pubblico - Parte 2
di Jan Hunt
Cosa possiamo fare? È adorabile a tre anni, con quel ciuffo di riccioli marroni e grandi occhi blu. Ha appena scoperto cosa sono le tasche. Allunga la manina, afferra un piccolo oggetto su un ripiano e lo tiene in mano, sopra la tasca. Studia un po’ l’oggetto e poi lo lascia cadere nella tasca. Plop! Con un risolino di soddisfazione. Infila la mano nella tasca per provare ancora. Ma questo sta succedendo in un negozio e l’oggetto che ha in mano, da 25 centesimi, non è stato pagato.
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Accettare l’invito al gioco di nostro figlio
di Lu Hanessian
Così come la nostra identità è attorniata da ferite emotive, possiamo anche portare in noi delle ferite che assediano la libertà e la vitalità del gioco. Non si tratta necessariamente del fatto di essere stati feriti nel corso dei nostri giochi infantili, ma del fatto che noi, nell’età adulta, siamo venuti associando quei giochi con le ripulse precoci, la solitudine, e la paura di indegnità che ne è derivata, la perdita dell’amore e del senso di appartenenza.
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Io sono con te
di FRA
Un film per credenti e non credenti... e anche per dubbiosi: Io sono con te, di Guido Chiesa. Quante volte è riecheggiata in questo sito la raccomandazione del nostro Vito Rocco Torraco: di trattare i nostri bambini come tratteremmo Gesù Bambino? Ma come è stato trattato Gesù dai Suoi genitori? Il regista Guido Chiesa ha provato a proporre criteri e principi a cui realisticamente e verosimilmente potrebbero essersi ispirati Maria e Giuseppe nell'educare e crescere il Bambino Divino, risostruendo anche storicamente il quadro epocale in quanto a usi, leggi e credenze.
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Neonati strappati dal seno materno diventano adulti sradicati e violenti
di Gabriella Falcicchio
Il connubio tecnologia-nascita si può far iniziare nell’epoca dei Lumi, quando la casta dei medici si impossessa del sapere delle levatrici, con il supporto di Stato e Chiesa. Per millenni la nascita era stata avvolta dalla penombra, sia nell’ambiente fisico del parto, isolato, caldo e poco illuminato, sia simbolicamente. Caratterizzato, come tutti i saperi pratici, dall’accordo intimo tra vissuto personale e partecipazione al vissuto altrui, il sapere della levatrice non era “chiaro” e standardizzato, così come la gravida non era oggetto di “osservazione”. Inoltre l’evento nascita era oscuro agli uomini, perché condiviso dalla sola comunità femminile, forte di una padronanza assoluta in un campo in cui i maschi erano tenuti fuori. La modalità sensoriale prevalente nella tradizione prescientifica è l’ascolto.
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Il dramma di una bambina dotata: la tragica vita di Isabelle Caro
di Chiara Pagliarini
6 febbraio 2011 Lo scorso 17 novembre è morta all’età di 28 anni la modella Isabelle Caro, divenuta famosa in Italia a seguito della campagna pubblicitaria contro l’anoressia di Oliviero Toscani. All’epoca molte voci si levarono contro quelle foto, accusate di non aiutare a risolvere affatto il problema, anzi, in qualche modo incriminate di spingere altre adolescenti a emulare la modella scheletrica. 
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Lodare i nostri figli: manipolazione o celebrazione?
di Jan Hunt
In anni recenti, alcuni autori hanno raccomandato che i genitori si astengano dalla lode così come dalle critiche nei confronti dei figli. Essi considerano la lode come una sorta di manipolazione del comportamento dei bambini da parte dei genitori - più sottile del biasimo e della critica, ma ciò nonostante pericolosa. Personalmente ho visto genitori utilizzare la lode in questi termini. Ma ho anche visto usare la lode in un modo che considero normale e salutare. Dopo molte riflessioni, sono arrivata a credere che evitare la lode in toto rappresenti qualcosa come «buttare il bambino con l'acqua sporca». Mentre di sicuro dovremmo rifuggire da forme di lode dannose e artificiali, di sicuro ne esiste una specie più autentica che scaturisce dal cuore in maniera gioiosa e che dà ai nostri figli quanto di più hanno bisogno: il nostro sostegno autentico e amorevole.
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Genitori partendo dal cuore
di Inbal Kashtan
Come comportarsi con la nostra bimba di due anni quando strappa di mano i giocattoli al suo amichetto? Cosa dire a un quattrenne che si rifiuta di far usare lo scivolo agli altri bambini? Come parlare a un adolescente che, per l'ennesima volta, non ha svolto i lavori di casa? Come possiamo proteggere i nostri bambini quando le scelte che fanno mettono in pericolo la loro incolumità? Quali risorse ci potrebbero aiutare a lavorare con la nostra rabbia, con la frustrazione o con il dolore nel momento in cui la comunicazione con i nostri figli ci sembrerà tesa o inesistente?
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20 novembre: anniversario dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza - L'alfabeto del sorriso
di NTIS
L'ALFABETO DEL SORRISO   Abbiamo pensato di celebrare il ventunesimo anniversario della Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza utilizzando le lettere dell'alfabeto. Un ringraziamento speciale a chi ha contribuito alla sua creazione!
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Bang, sei morto! Pistole, coltelli e gioco
di Brian Joseph
In una cultura in cui sia diffusa l’idea della violenza, reale o immaginaria, può come minimo mettere a disagio vedere i nostri bambini giocare a sparare e uccidere. Molti genitori possono pensare che un simile comportamento, che sia finzione o meno, è contrario ai loro valori familiari, e che pertanto debba essere censurato. Altri genitori ritengono che i bambini, soprattutto i maschi, da sempre hanno giocato alla guerra, e che non c’è nulla di male nelle loro messe in scena.
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La punizione dei 100 anni
Io che sono nato e cresciuto in una famiglia le cui origini sono ben note almeno fino al mio bisnonno nato più o meno a metà dell'800, ho capito che quello che per me era normale da altri è considerata una fortuna, una volta letto in rete l’intervento della dott.ssa Artoni al centro Benedetta D’Intino dal titolo: «La ferita dell’abbandono», pubblicato nel nostro sito per sua gentile concessione (vedi link - l’articolo si trova anche nel volume della stessa autrice «Adozione e oltre», Borla Edizioni, 2006).
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Amore duro (tough love)
di Jan Hunt
Un recente fatto di cronaca ha visto protagonisti due genitori che hanno deliberatamente umiliato il loro bambino in un centro commerciale urlandogli in faccia e picchiandolo. Quando uno dei presenti si è opposto, i genitori hanno dichiarato che stavano “solamente utilizzando la tecnica del tough love” (amore duro). L’“amore duro” (tough love) era in origine una tecnica studiata per adulti tossicodipendenti, non di certo per bambini piccoli che ancora non conoscono la vita. L’“amore duro” come quello usato dai genitori al centro commerciale non può che dare al bambino un insegnamento pericoloso ed insensato, ovvero che ferire intenzionalmente un altro essere umano è un probabile “atto di amore".
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Intervenire in difesa di un bambino in luogo pubblico - Parte 1
di Jan Hunt
E’ affar nostro? Lo vediamo ovunque. Un genitore stanco alla fine di una giornata stressante perde la calma e un bambino soffre. Vorremmo fare qualcosa, ma esitiamo. Sono faccende che ci riguardano? E se reagiamo mettiamo in imbarazzo e provochiamo il genitore, mettendo ancor più a repentaglio il bambino? Sbagliamo se diciamo con severità al genitore che deve trattare il figlio con gentilezza? È meglio passare facendo finta di niente? In fondo nessun genitore è perfetto.
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Il caso Gelmini
di Chiara Pagliarini
La vicenda mediatica che ha riguardato la maternità, parto e puerperio della ministra dell’Istruzione Università e Ricerca Mariastella Gelmini, a partire dall’intervista rilasciata a “Io donna”, continua a rimbalzare nel web ed è diventata interessante sotto molti punti di vista, soprattutto una volta che alcune voci autorevoli si sono espresse riguardo alla sua scelta di tornare a lavorare a soli dieci giorni dal parto (avvenuto con taglio cesareo, si mormora programmato a causa della paura del parto naturale) della sua primogenita Emma Wanda.
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