Così come la nostra identità è attorniata da ferite emotive, possiamo anche portare in noi delle ferite che assediano la libertà e la vitalità del gioco. Non si tratta necessariamente del fatto di essere stati feriti nel corso dei nostri giochi infantili, ma del fatto che noi, nell’età adulta, siamo venuti associando quei giochi con le ripulse precoci, la solitudine, e la paura di indegnità che ne è derivata, la perdita dell’amore e del senso di appartenenza.
“Mi vergognerei di confessare agli indios che nel paese da cui provengo le donne non si sentono in grado di allevare i figli se non leggono le istruzioni scritte da qualche personalità”. (J. Liedloff)