"I nostri figli non devono guadagnarsi la nostra approvazione. Siamo noi a doverli amare «senza buoni motivi»". (Alfie Kohn)

"Il bambino piccolo cerca ardentemente di essere benvoluto e di suscitare approvazione, ed è sensibilissimo agli sguardi di biasimo e di disapprovazione: vive per l’espressione sorridente nel volto di coloro a cui è legato. I bambini orientati ai coetanei fanno la stessa cosa, ma il volto che vogliono illuminare è quello dei loro coetanei".  (Neufeld, Matè)

"Per avere cura dei nostri figli, dobbiamo reclamarli a noi e assumerci il compito di provvedere ai loro bisogni di attaccamento". (Neufeld, Matè)

Ma non dovremmo lasciarli andare?”, chiedono molti genitori, “i figli non dovrebbero essere autonomi e indipendenti?”. Certamente! Ma solo dopo aver portato a termine il nostro lavoro di genitori e solo affinchè possano essere realmente sé stessi! " (Neufeld, Matè)

"Ciò che è innaturale non è il contatto con i coetanei, bensì il fatto che questi siano dovuti diventare coloro che esercitano l’ascendente dominante sulla crescita e lo sviluppo dei bambini stessi". (Neufeld, Matè)

"Il segreto dell’essere genitori non risiede tanto in ciò che un genitore fa, quanto in ciò che un genitore è per il proprio figlio." (Neufeld, Matè)

"Esiste un tipo indispensabile di relazione, molto speciale, senza la quale non si possono fondare solide basi per la cura e l’accudimento dei figli. Gli esperti dell’età evolutiva la chiamano relazione di attaccamento. Affinché un bambino sia ricettivo verso le cure prodigate da un genitore o un adulto, deve avere sviluppato un vivo attaccamento nei confronti di quest’ultimo, desiderandone il contatto e la vicinanza. All’inizio della vita, questa ricerca di contatto e di intimità è soprattutto fisica – il bambino si aggrappa letteralmente al genitore e ha bisogno di essere tenuto fisicamente. Se tutto si svolge come previsto, l’attaccamento evolverà in una vicinanza emotiva e, infine, in un senso di intimità psichica. " (Neufeld, Matè)

"Un Testimone soccorrevole è per me una persona che sta accanto (sia pure episodicamente) a un bambino maltrattato e gli offre un appoggio, un contrappeso alla crudeltà che caratterizza la sua vita quotidiana. Questo ruolo può essere svolto da qualunque persona del suo ambiente: un insegnante, una vicina, un collaboratore domestico o anche la nonna. Molto spesso si tratta di un fratello o di una sorella. Questo testimone è una persona che offre un po' di simpatia o d'amore al bambino picchiato o abbandonato. Non cerca di manipolarlo a scopi educativi, ha fiducia in lui e gli trasmette il sentimento di non essere "cattivo" e di meritare affetto e gentilezza. Grazie a questo testimone, che non necessariamente dev'essere consapevole del suo ruolo decisivo e salvifico, il bambino apprende che al mondo esiste qualcosa come l'amore. In circostanze favorevoli, il bambino svilupperà fiducia nel suo prossimo e potrà custodire in sé amore, bontà e altri valori della vita." (Alice Miller)

"I capricci sono etichette sociali che si danno ai bisogni e noi pensiamo che sia importante rispondere a questi ultimi non usando sistemi di condizionamento (ricompense o punizioni), ma mettendoci in ascolto dell'emozione" (Un papà)

"un bambino di 2 anni, anche se parla bene non è capace di intendere discorsi complicati...non nel modo che intendiamo noi, almeno. Loro sono ancora molto "senzienti" cioè, intuiscono le nostre emozioni in sottofondo e reagiscono a quello, non alle nostre parole..." (Una mamma)

"Questa sera mi sono commossa. Guardando i miei bambini fare una zuppetta di grissini in un bicchiere, da cui il più piccolo estraeva ogni tanto un pezzettino per succhiarlo un po'. Perchè io non ho mai fatto una zuppetta di grissini. E nei momenti bui penso che è per questo che percorro questo cammino, lungo e faticoso: perchè i miei bambini possano fare un sacco di sciocchezze in tutta serenità, e non di debbano chiedere, ad ogni azione, se e quando verranno picchiati." (Una mamma)

"Guardati come ti vede tuo figlio: sole dei suoi giorni, faro delle sue notti... " (Una mamma)

"Ci sono solo due cose che devi fare con un neonato: prenderlo in braccio quando piange e allattarlo quando apre la bocca!" (Un pediatra ad una neo-mamma)

"...dormire e' un po' come mangiare, non si puo' mai forzare." (Una mamma)

Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie.
Fa' delle tue mani due bianche colombe che portino la pace ovunque e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento.

(A. Merini)

Il principio di una educazione senza violenza si riassume in tre parole: rispettare il bambino. La messa in pratica di tale rispetto è anch’essa molto semplice da definire: trattare il bambino come vorremmo che lui trattasse noi. (O. Maurel)

La legge dell’amore si comprende e si apprende meglio tramite i bambini. (Gandhi)

Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell’educazione di un bambino. (Gandhi)

Se esiste un uomo non violento, perche’ non puo’ esistere una famiglia non violenta? E perche’ non un villaggio? una citta’, un paese, un mondo non violento? (Gandhi)

Gesù, figura adorata da tutte le chiese cristiane, è stato allevato da genitori che lo consideravano come il figlio di Dio. Si può supporre che non lo abbiano mai picchiato, che gli abbiano mostrato il più gran rispetto ed il più grande amore. Conosciamo i risultati di questa educazione fondata sull'amore, la tolleranza ed il rispetto: qualcuno che ha trasmesso a sua volta quello che aveva ricevuto, la compassione, la tolleranza, l'amore, il rispetto. (A. Miller)

"Essere genitore è un compito particolarmente intenso e impegnativo, anche perchè i nostri figli possono chiederci cose che nessun altro chiederebbe, e in modi che nessun altro userebbe. Ci vedono da vicino come nessun altro fa e tengono davanti a noi degli specchi in cui rifletterci. Così facendo, ci offrono ripetute possibilità di vedere noi stessi sotto una luce diversa e di lavorare consapevolmente chiedendoci che cosa possiamo imparare dalle situazioni che si presentano con loro". (Myla e Jon Kabat-Zinn)

"Un approccio automatico e superficiale dell'essere genitore causa ferite profonde e spesso durature ai figli e al loro percorso di sviluppo anche se non sfocia nella violenza aperta. Essere genitori inconsapevoli arresta anche la nostra potenziale crescita di persone. Da questa inconsapevolezza, troppo spesso, derivano tristezza, occasioni perdute, dolore, risentimento, sensi di colpa, visioni ristrette e svalutanti di sè e del mondo e, in ultima analisi, isolamento e alienazione ad ogni livello". (Myla e Jon Kabat-Zinn)

"Spesso in nome dell'amore i genitori causano profonde ferite e dolore ai figli, come quando li picchiano per punirli dicendo cose come: "Questo è per il tuo bene", "Questo ferisce più me che te", o "Lo faccio solo perchè ti amo". Molte volte, come ha dimostrato la psichiatra Alice Miller, usano le stesse parole che si sentivano dire da bambini quando, a loro volta, venivano picchiati dai genitori". (Myla e Jon Kabat-Zinn)

"Se v'è per l'umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l'uomo. (da Educazione per un mondo nuovo)" (M. Montessori)

"Lo sviluppo del bambino ha le sue leggi e se vogliamo aiutarlo a crescere dobbiamo seguirlo, e non imporci a lui." (M. Montessori)

“Mi vergognerei di confessare agli indios che nel paese da cui provengo le donne non si sentono in grado di allevare i figli se non leggono le istruzioni scritte da qualche personalità”. (J. Liedloff)

"Se qualcuno ha combinato qualcosa di male, la cosa migliore è perdonarlo. Se l’ha fatto perché non sapeva, adesso sa. Se l’ha fatto involontariamente, nel futuro sarà più prudente. Se l’ha fatto perché fa fatica ad abituarsi, cercherà di essere più bravo. Se l’ha fatto perché qualcuno l’ha indotto, in futuro non seguirà più quei consigli. Se qualcuno ha fatto qualcosa di male, la cosa migliore è perdonarlo". (J.Korczak)

"Il bambino ha diritto al rispetto per i misteri e le esitazioni del duro lavoro della crescita". (J. Korczack)

"Dite: é faticoso frequentare bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non é questo che più stanca. É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all'altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. PER NON FERIRLI". (J. Korczack)

"Esigiamo rispetto per i suoi occhi limpidi, le tempie lisce, gli sforzi tutti nuovi, il suo candore. Perché i nostri sguardi spenti, le fronti corrugate, i capelli bianchi e i peli ruvidi, o le nostre schiene piegate dalla rassegnazione, dovrebbero essere più venerabili? (...) I prìncipi del cuore sono proprio i bambini, questi poeti e pensatori. Rispetto, se non umiltà, per la bianca, la candida, l'immacolata, la santa infanzia". (Janusz Koczak, Il diritto del bambino al rispetto, 1929)

"In caso di violenza i responsabili sono sempre gli adulti: non soltanto quando sono loro ad esercitarla, ma anche nel caso opposto, cioè quando i bambini sono violenti nei confronti di genitori, fratelli o sorelle, amici o estranei". (J. Juul)

"La violenza sui figli ha esattamente le stesse conseguenze di quella esercitata sugli adulti: a breve termine crea ansietà, sfiducia e senso di colpa; poi calo di autostima, rabbia e violenza a sua volta". (J. Juul)

"L'autostima dei bambini si fonda sul grado in cui loro recepiscono di essere un valore per la nostra vita". (J. Juul)

"Concentrandoci sulla lode o sulla critica si producono personalità dipendenti, controllate dall'esterno. I bambini educati con questo metodo hanno poca autostima e mancano di capacità di valutare sè stessi".(J. Juul)

"L'espressione dell'amore è un fattore decisivo per lo sviluppo dell'autostima". (J. Juul)

"Quando un bambino si comporta in modo distruttivo o asociale, in genere lo fa perchè sta imitando, o collaborando, con uno o più adulti". (J. Juul)

"Nel conflitto fra integrità e collaborazione, normalmente i bambini scelgono la collaborazione, trascurando sè stessi, tanto più se soggetti a una pur lieve pressione da parte dei genitori". (J. Juul)

"La violenza fisica è un insulto all'integrità di chiunque, bambini compresi". (J. Juul)

"I bambini ci inviano dei segnali molto chiari, che noi dobbiamo considerare seriamente, anche se questo è in contrasto con il modo in cui siamo stati educati o che altri usano per educare i loro figli". (J. Juul)

"I figli smettono di collaborare perchè l'hanno fatto troppo e per troppo tempo, oppure perchè la loro integrità è stata ferita. Mai perchè non sono collaborativi". (J. Juul)

"Quando un genitore dice: "Qui chi decide sono io!" il figlio capisce di non avere libertà personale". (J. Juul)

"Definire un bambino "ribelle" è solo uno stratagemma di chi detiene il potere per poterlo mantenere subordinato a sè". (J. Juul)

"Solo un sistema oppressivo potrebbe considerare come un problema quella che è la naturale, progressiva evoluzione della sua personalità innata e autodeterminata". (J. Juul)

"Fin dalla nascita i bambini sono persone complete, cioè sono sociali, collaborativi e pronti a comunicare. Queste qualità non sono frutto dell'apprendimento, bensì sono innate". (J. Juul)

"Quello che abbiamo insegnato ai nostri figli per anni è il rispetto del potere, dell'autorità e della violenza, non il rispetto per gli altri esseri umani". (J. Juul)

"Intorno ai due anni, i bambini cominciano gradualmente a liberarsi della loro totale dipendenza dai genitori. Vogliono sentirsi liberi di pensare, sentire e agire per conto loro. (...) E come reagisce la maggioranza dei genitori? (...) quando i bambini diventano indipendenti, alcuni genitori reagiscono con un comportamento di sfida". (J. Juul)

"Il bambino nasce competente e dispone già di nozioni, valori e criteri di valutazione che orientano concretamente la sua esperienza. Comunemente, invece, ci si comporta con lui come se fosse una specie di tabula rasa su cui i genitori devono imprimere le conoscenze necessarie per un regolare sviluppo umano e sociale." (J. Juul)

"I nostri figli ci offrono l'opportunità di diventare quel tipo di genitori che avremmo sempre sognato avere". (Louise Hart)

"Il pianto di un bambino è davvero tanto serio quanto sembra" (Jane Liedloff)

"Non c'è ragione per cui non si possa dire ai bambini di no nello stesso modo gentile che usiamo quando si dice di sì". (John Holt)

"Certi si burleranno senza dubbio di questa idea, e diranno che il terapeuta è ingenuo e non sa a che punto i bambini sono subdoli e cercano certamente di sfruttare la gentilezza dei genitori. Non bisogna stupirsi di tali reazioni, poiché la maggior parte dei genitori vedono nei loro figli i loro stessi genitori, e hanno paura di riconoscere una sbaglio quando un tempo venivano minacciati di gravi punizioni per ogni errore. Si aggrappano alla maschera della loro perfezione ed è altamente improbabile che siano capaci di correggersi." (A. Miller)

"Il bambino picchiato dai suoi genitori ha imparato da loro a reagire con la violenza, è per così dire incontestabile, e qualsiasi membro del personale di un asilo potrà confermarlo se solo permettesse a sé stesso di vedere ciò che ha sotto agli occhi: il bambino che riceve delle botte a casa, qui picchia i più deboli come in famiglia. Riceve una punizione quando picchia suo fratello più piccolo, e non capisce niente di come va il mondo. Non è quello che ha imparato dai suoi genitori? E’ così che nasce così presto uno smarrimento che si manifesta sotto forma di una “perturbazione”, e si porta il bambino in terapia. Ma nessuno si è arrischiato ad attaccarsi alle radici di questo male, eppure sarebbe così evidente." (A. Miller)

"Un bambino che riceve dei maltrattamenti vive nalla paura, che cresce nella paura permanente del colpo che verrà. [...] Il bambino perde fiducia nei suoi genitori che dovrebbero, come accade presso tutti i mammiferi, proteggerlo dalle aggressioni esterne, e in nessun caso aggredirlo. Ma privato della fiducia nei suoi genitori, il bambino si sente molto insicuro e isolato, perché tutta la società è dalla parte dei genitori e non dalla parte dei bambini." (A. Miller)

"Picchiare degli adulti, è tortura, picchiare dei bambini, è educazione. Forse che questo non basta a mettere chiaramente e nettamente in evidenza una anomalia che perturba il cervello della maggior parte delle persone, una “lesione”, un buco enorme al posto di dove si dovrebbe trovare l’empatia, in particolare VERSO I BAMBINI?" (A. Miller)

"Lei pensa apparentemente che solo una minoranza di bambini siano colpiti dal maltrattamento. Se fosse questo il caso, non potrebbe essere un fattore importante nello sviluppo della violenza. Si tratta qui della definizione della nozione di maltrattamento. Quando i sondaggi rivelano che il 90% delle persone dicono che picchiano i loro bambini per delle ragioni educative, ciò non significa dire, per me, che il maltrattamento riguarda solo una minoranza." (A. Miller)

"La vera autorità non ha bisogno delle botte o degli schiaffi per mostrarsi forte e per aiutare il bambino. E’ il contrario. Si danno botte e schiaffi se ci si sente deboli e impotenti. In questo caso, non si mostra al bambino l’autorità, ma il potere e l’ignoranza." (A. Miller)

"Nella prima infanzia, noi dobbiamo lottare contro lo stress distruggendo i neuroni che avrebbero potuto conservare il ricordo dei maltrattamenti. Una volta diventati adulti, ci manca il ricordo cosciente di ciò che è successo, e, se il ricordo continua ad agire nel nostro corpo producendo sintomi psicosomatici, possiamo negare il loro legame con la nostra storia reale." (A. Miller)

"Sii tu il cambiamento che desideri nel mondo" (Gandhi)

"In realtà ogni bambino ha una certa dose di aggressività che gli serve nella lotta per la vita. L'esagerato spirito di aggressività mostrato dai bambini non liberi è un modo di reagire all'odio che viene usato nei loro confronti". (A.S. Neill)

"Se un bambino è libero e sicuro di sé non sarà, di solito, antipatico. Non troverà nessun divertimento nel cercare di far perdere la pazienza a un adulto". (A.S. Neill)

"Non si può essere dalla parte dei bambini, e contemporaneamente punirli e spaventarli." (A.S. Neill)

"Nessun educatore ha il diritto di curare l'abitudine di un bambino di fare chiasso con il tamburo. Le uniche cure ammissibili sono quelle che tendono a guarire l'infelicità." (A.S. Neill)

"Utilizzando un modo di comunicare fondato sulla chiarezza e sull'onestà, è possibile creare relazioni familiari basate sul rispetto e sull'arricchimento reciproco." (M.B.Rosenberg)

"La famiglia è l’associazione istituita dalla natura per provvedere alle necessità dell’uomo". (Aristotele)

"Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potete contenere". (Kahlil Gibran)

"Soltanto un arresto di sviluppo può rovinare la vita. Se volete rendere deforme la natura umana, cercate di riformarla" (Oscar Wilde)

"Il miglior modo per avere figli buoni è renderli felici". (Oscar Wilde)

"Dai neonati ai centenari tutti gli esseri umani si comportano come sono trattati." Jan Hunt

"Si tratta solo di aver fiducia nei bambini, di riconoscere che i bambini avranno meno esperienza di noi e sono più piccoli di noi, ma meritano di essere trattati con dignità e rispetto quanto gli adulti" (Jan Hunt)

"Solo nel XX secolo siamo arrivati a credere che perché un bambino possa socializzare sia necessario metterlo fuori dalla società, nell'asilo nido!" (C. Gonzales)

"La qualità del vincolo affettivo con la madre predice la qualità dei vincoli affettivi con le altre persone". (C. Gonzales, parafrasando Bowlby)

"Il bambino non piange per manipolare l'adulto, ma perché è triste!" (C. Gonzales)

"Le necessità affettive dei bambini NON sono diverse dalle necessità affettive di mamma e papà". (C. Gonzales)

"Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero "meglio" o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po' più zitti..., noi non li possiamo usare. E non necessariamente perché questi metodi siano inutili o controproducenti, né perché causino "traumi psicologici". Alcuni dei metodi sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. MA CI SONO COSE CHE, SEMPLICEMENTE, NON SI FANNO" (C. Gonzales)

"Guardiamo i nostri figli e ci domandiamo quale giorno, quale frase, quale avventura, rimarrà registrata nella loro memoria per sempre, quali dolori rimarranno inchiodati alla loro anima e quale allegria conserveranno come un tesoro..." (C. Gonzales)

"I giorni più felici di tuo figlio stanno per arrivare. Dipende da te." (C. Gonzales)