Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia

In occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia (5 maggio 2010), siamo andati a visitare il sito di Telefono Azzurro (www.azzurro.it), l'Associazione che dal 1987 è schierata a favore dei bambini con il motto 'Chi è grande per davvero non si dimentica dei piccoli'.

Telefono Azzurro invita alla concretezza e promuove un confronto con le istituzioni e con tutti coloro che si occupano di infanzia, in primis i genitori e gli insegnanti.

A Milano in occasione della ricorrenza verrà presentato un Dossier agli operatori del settore, istituzioni e media, che affronta le problematiche della pedofilia e della pedopornografia in maniera particolareggiata, siamo ansiosi di saperne di più.

Intanto vi presentiamo un identikit del presunto responsabile degli abusi, redatto sempre da TA. 

I dati ci riportano una istantanea del fenomeno che i media spesso distorcono: non è l'estraneo (solo 10,6%) il principale responsabile degli abusi, bensì il padre (29,4%), seguito da altri parenti (nonni e mamma compresi), e a seguire conoscenti, insegnanti o educatori, ma anche altri bambini, se non fratelli e sorelle.

Il ruolo della famiglia è sempre centrale nelle storie di abuso, dunque, perché il mostro non è l'uomo nero delle favole nella maggior parte dei casi, ma purtroppo il lupo travestito da agnello, persone di cui i bimbi si fidano, persone che amano e da cui non possono difendersi.

È forse perché questo risulta inaccettabile che i media spesso ci restituiscono un'immagine distorta del fenomeno? Quali altri fattori entrano in gioco?

Non possiamo che condividere l'analisi di TA che riportiamo per intero:

Una tendenza al sensazionalismo e al racconto “emotivo” dell’abuso sessuale compiuto da adulti a danni di minori: è il modo in cui la stampa italiana affronta generalmente il tema “pedofilia”. Se è vero che negli ultimi anni si è registrato un aumento di sensibilità dei maggiori quotidiani nazionali sull’argomento, è altrettanto vero che manca una lettura attenta ed equilibrata del fenomeno, sia negli aspetti del “sommerso”, che nella tutela delle vittime degli abusi, veri o presunti che siano.

L’analisi fatta nel 10° Rapporto Infanzia da Telefono Azzurro ed Eurispes su 121 articoli apparsi sui giornali tra gennaio e agosto 2008 ha dimostrato che si tende a dare più spazio agli abusi perpetrati da adulti a danni di bambini e adolescenti (93 articoli), rispetto agli abusi compiuti da coetanei. Molto significativo è il modo in cui viene raccontato l’abuso: in molti casi (38,8%) prevale una lettura “emotiva” del fenomeno, che fa riferimento alle emozioni dei protagonisti, con dettagli e particolari morbosi. Decisamente minore la tendenza ad evidenziare responsabilità e mancanze relative al fenomeno (11,6%) o ad avanzare possibili soluzioni del problema (2,5%).”

Fonte: Azzurro Child, numero 57, Maggio 2010, scaricato da www.azzurro.it

Vogliamo invitare tutti voi ad appoggiare e promuovere il lavoro importantissimo che fa TA sia di sensibilizzazione della società tutta -“non vi sono contesti o realtà che possano dichiararsi immuni dal feno- meno” leggiamo ancora sul loro sito -, ma anche di intervento fattivo, offrendo ascolto e supporto, perfetti testimoni compassionevoli, ai troppi bambini che incontrano sulla loro strada un pedofilo.

Diamo spazio alle sagge parole di questi operatori per chiudere questo nostro breve contributo, perché troviamo in esse la sintesi delle loro e nostre battaglie a tutela dell'infanzia.

“Telefono Azzurro da anni si batte per sottolineare che la pedofilia e gli abusi sessuali sono problemi che riguardano la società e la comunità nel suo insieme. Ecco perché occorre promuovere un’adeguata sensibilizzazione degli adulti all’ascolto del bambino, che deve essere messo in condizione di raccontare i suoi bisogni, le sue esigenze, i suoi drammi.”