"Un approccio automatico e superficiale dell'essere genitore causa ferite profonde e spesso durature ai figli e al loro percorso di sviluppo anche se non sfocia nella violenza aperta. Essere genitori inconsapevoli arresta anche la nostra potenziale crescita di persone. Da questa inconsapevolezza, troppo spesso, derivano tristezza, occasioni perdute, dolore, risentimento, sensi di colpa, visioni ristrette e svalutanti di sè e del mondo e, in ultima analisi, isolamento e alienazione ad ogni livello". (Myla e Jon Kabat-Zinn)

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E lasciala piangere!

C’è stato un periodo della mia vita, non molto tempo fa, in cui mi sono trovata indifesa come un neonato. È stato un momento buio della mia vita, mentre avrebbe dovuto essere radioso. Ero incinta e immensamente felice, ma non lo era il mio corpo. Ero malata, non quel genere di malessere tipo “Non mi sento tanto bene”, si trattava invece di una malattia tipo: “Se non avessi grandi cose per cui vivere, preferirei morire”. Anche qualcuna di voi avrà sperimentato qualcosa di simile. Non potevo letteralmente tenere in stomaco una goccia d’acqua o un boccone di cibo. Mangiare mi faceva vomitare.

Lettera aperta a chi decide il destino dei bambini

Premessa

Quando abbiamo pubblicato lo stralcio del libro della dott.ssa Claudia Artoni Schlesinger, accennammo al fatto che avremmo anche pubblicato il capitolo sedicesimo del suo libro “Adozione e oltre”, dal titolo “Lettera aperta a chi decide il destino dei bambini”, scritto in collaborazione con la Dott.ssa Dina Vallino.

27 Gennaio, Giornata della Memoria

Abbiamo deciso di dedicare il layout del nostro sito quale doveroso tributo a tutti quei bambini a cui non è stato tolto solo il sorriso, ma la vita intera, da parte di coloro che fecero dell'odio il personale mezzo di perpetrare il male a loro volta subìto.

I sorridenti bambini nelle foto non sono bambini di oggi. Sono bambini di quasi 70 anni fa, bambini che non sono mai diventati grandi.

Le botte "a fin di bene" non esistono

Le botte a fin di bene non esistono

di Alice Miller

Perché le sculacciate, gli schiaffi e altri tipi di botte, apparentemente inoffensivi, come gli schiaffetti sulle mani di un bambino, sono pericolosi?

1. Perché gli insegnano la violenza attraverso l’esempio che ne danno.

2. Perché distruggono la certezza di essere amato di cui il bambino ha un bisogno vitale.

3. Perché creano un’angoscia permanente: quella della prossima punizione.

Arriva Babbo Natale!

Tempo fa mi sono imbattuta in alcuni articoli di interessanti autrici (Jan Hunt, Françoise Dolto e altre) che davano la loro personale visione della favola di Babbo Natale.

Origine e genesi del Male nel mondo

Al giorno d’oggi non possiamo più dubitare del fatto che il Male esista e che alcuni individui siano capaci di una distruttività estrema. Tutti quanti possiamo farcene un’idea semplicemente trascorrendo una serata davanti alla televisione. Ma tale constatazione non vale a confermare l’idea molto diffusa che alcuni esseri umani nascano “malvagi”. Tutto dipende, viceversa, dal modo in cui queste persone sono state accolte alla nascita e trattate in seguito.

Recensione di Nancy Huston (Le Monde des Livres) all'ultimo libro di Olivier Maurel: "Sì, la natura umana è buona!"

“Si, la natura umana è buona!

Com’è stata alterata nel corso dei secoli dalla violenza educativa ordinaria”, di Olivier Maurel

[titolo originale: "Oui, la nature humaine est bonne! Comment la violence éducative ordinaire la pervertit depuis des siècles", Robert Laffont editore, 2009, n.d.t.]

chi picchia “bene” fa molto male…(Le Monde des Livres, 18.06.2009)

©original text Nancy Huston

Il titolo (che non è dell’autore) fa rabbrividire. La tesi (che il sottotitolo riassume) fa sorridere. È talmente esagerato - diciamo - che sembra troppo semplice, quindi falso. Eccoci al cuore del problema: la razza umana è questa strana specie che ama dire e sentir dire male di sé stessa, credere che la propria natura sia malvagia piuttosto che buona.

Olivier Maurel: Un fatto curioso (All’attenzione dei sostenitori della non-violenza)

Un fatto curioso
(All’attenzione dei sostenitori della non-violenza)

di Olivier Maurel

Noi tutti che ci dichiariamo non-violenti, o sostenitori della non-violenza, dovremmo prestare attenzione a un fatto curioso.
Per decine d’anni, in generale fin dalla loro creazione, i movimenti e i giornali non-violenti non si sono affatto interessati alla prima violenza, in ordine cronologico, nella vita di ciascun individuo: quella che subiscono i bambini, fin dalla più tenera età, per mano dei loro genitori o educatori.

Restare nell'illusione

RESTARE NELL'ILLUSIONE
Mercoledì 1° aprile 2009

Cara Signora Miller;

Trasmissione radio con Brigitte Oriol - Cos'è un'emozione

La traduzione può sembrare in alcuni punti poco precisa e non scorrevole. Ciò è dovuto al fatto che un'intervista avvenuta in forma colloquiale e in diretta sconta l'imprefezione della lingua parlata. Consiglio di leggere il testo ascoltando contemporaneamente l'intervista in lingua originale. Questo permette anche a chi non conosce la lingua francese di riuscire a capire le inflessioni e gli accenti posti da Brigitte su alcune parole e alcune parti del discorso.

(link alla pagina originale:

http://www.alice-miller.com/interviews_fr.php

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